Il cambiamento climatico con i suoi effetti sta cambiando in modo intenso e veloce l’aspetto del nostro pianeta. Se fino a un decennio fa questa problematica non è stata pienamente percepita e anche sotto valutata, oggi, purtroppo, che siamo giunti vicino al punto del non ritorno, cominciamo a vederne gli effetti, come il raggiungimento di

temperature estreme di estate e d’inverno o l’intensificarsi dei fenomeni meteorologici con gli ingenti danni che lasciano dopo il loro passaggio. Una delle prossime cose che dovremo cominciare ad abituarci a guardare con occhi diversi sarà l’Artico. Da luogo freddo e inospitale a regione di scambi commerciali.

Lo scorso 28 Settembre la portacontainers Venta Maersk, di proprietà della omonima compagnia di navigazione danese, è stata la prima nave cargo della storia ad aver effettuato un viaggio lungo la Northern Sea Route! La portacontainers era partita in data 22 Agosto per un viaggio sperimentale dal porto di Vladivostok in Russia e ha impiegato circa una mese per raggiungere la sua destinazione Bremerhaven in Germania.

La Northern Sea Route è un itinerario che si estende dallo Stretto di Bering, tra Russia e Stati Uniti, fino al Mare di Norvegia. E’ una via navigabile solo circa tre mesi all’anno e, durante quella breve finestra, è complicata da percorre a causa della presenza degli iceberg che richiedono l’uso di navi rompighiaccio. Oggi però a causa degli effetti del cambiamento climatico gli iceberg si stanno riducendo e questa rotta sta diventando via via più agevole da percorrere. Pensate che Venta Maersk nel suo viaggio non ha incontrato particolari conformazioni di ghiaccio tali da ostruirne la navigazione eccetto che nel Mare della Siberia Orientale dove l’equipaggio è dovuto ricorrere al supporto delle navi rompighiaccio per poter proseguire la navigazione.

La rilevanza della notizia non risiede tanto nel viaggio in se. La rotta è infatti regolarmente percorsa da navi petroliere e gasoliere. L’aspetto interessante riguarda, piuttosto, le prospettive di sviluppo commerciale della Northern Sea Route come alternativa al passaggio delle navi per il Canale di Suez. Qualora, infatti, il periodo di navigabilità della rotta si dovesse ampliare oltre i tre mesi l’anno a causa dell’intensificarsi degli effetti del cambiamento climatico si potrebbero aprire delle nuove opportunità lungo questo itinerario.

Quali sarebbero i vantaggi di percorrere questa via? Individuiamo due principali tipologie di vantaggio: di tempo e di costo. Prendiamo ad esempio la linea da Shanghai a Rotterdam e immaginiamo di percorrerla in entrambe le direzioni, sia verso Nord, lungo la rotta Artica, sia dirigendoci a Sud navigando attraverso il Canale di Suez. Passando da Nord – Ovest otteniamo un notevole guadagno di tempo in termini di giorni di navigazione. Il transit time è di 28 gg contro i 48 gg necessari navigando nella direzione opposta. Ridurre il lead time per ricevere una fornitura di materiali o il tempo con il quale il prodotto finito raggiunge il mercato di destinazione rappresenta per le imprese un elemento fondamentale nella pianificazione della propria supply chain. Il secondo vantaggio, direttamente connesso al primo, è di costo. Riducendo il tempo di navigazione si riducono proporzionalmente i costi di gestione della nave per quel dato viaggio.

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Vorrei concludere questo mio post con una riflessione sulla relazione pericolosa tra il potenziale sviluppo economico della regione artica e i cambiamenti climatici. Da un lato il cambiamento climatico sta aprendo la strada alla crescita dell’area, dall’altro lo sviluppo di nuove attività nella ragione incide negativamente sul bilancio climatico. Siamo in presenza di un circolo vizioso che si autoalimenta e dal quale è difficile uscire. E’ importante quindi che lo sviluppo economico dell’area avvenga in modo eco-sostenibile.