Nel mese di Maggio si sono svolte le elezioni Europee per rinnovare i Deputati presso il Parlamento Europeo. Ritengo che le Europee, come tutte le occasioni nelle quali siamo chiamati a votare, sono sempre un evento di democrazia e convivenza civile eccezionale. Pensare che in quei 4 giorni i cittadini dei 28 Stati appartenenti all’Unione si sono recati alle urne per indicare la strada da seguire nei prossimi anni, in base ai propri ideali e aspirazioni, è un qualcosa che mi affascina molto.

L’analisi

La mia analisi del voto in Italia non vuole soffermarsi sul risultato delle elezioni in sè, quanto piuttosto sul tema della mancanza di patecipazione attiva che, secondo me, ha caratterizzato quest’ultima tornata elettorale e, più in generale, le elezioni che si sono tenute negli ultimi anni.

Vorrei affrontare questo argomento analizzando 2 punti prinicipali;

  • Il sistema di voto
  • La mancanza di discussione

Il sistema di voto

L’astensionismo è uno dei problemi delle democrazie moderne. Il fatto di non esprimere il proprio voto mina il principio sul quale si fonda la democrazia ovvero la partecipazione alla vita pubblica. La quota degli astenuti rappresenta un cruccio anche per i partiti politici che vorrebbero per sè quelle mancate preferenze e dovrebbero trovare gli argomenti per coinvolgere questi elettori.

L’astensionismo in Italia alle Europee 2019 è stato del 45.50%. Sebbene più della metà degli Italiani sia andato a votare pensare che quasi altrettanti non l’abbiano fatto è una cosa preoccupante e che deve far riflettere. Tra le diverse ragioni più o meno profonde che ci possono essere dietro l’astensione un tema poco affrontato è l’inadeguatezza del sistema di voto legato alla residenza. Nel contesto di oggi, dove i giovani dal Sud migrano al Nord e dall’Italia all’estero, pensare che tutte queste persone rientrino a casa per le elezioni, seppure animati dai più alti ideali democratici, è qualcosa di improbabile. Tornare a casa in quei giorni può essere difficoltoso e/o costoso. Spostare la residenza può non essere possibile a causa di contratti di affitto transitori e/o prospettive di permanenza di breve/medio periodo nella nuova città. Il risultato è che una gran parte di queste persone che vorrebbero esprimere il proprio voto sono costrette a non poterlo fare. E’ necessario quindi rivedere le modalità di voto affinchè il diritto di voto sia realmente un diritto esercitabile da tutti.

La mancanza di discussione

Il secondo punto sul quale ci dovremmo secondo me focalizzare è la mancaza di discussione dei temi dell’agenda politica o dei fatti di attualità. Quali sono, per esempio, i pro e contro di una manovra? Questa riforma conviene per il Paese, o sarebbe meglio quell’altra proposta? Non mi sto riferendo alla scarsità di confronti TV tra esponenti politici e non. Durante la giornata troviamo sempre un programma di approfondimento politico. Sto parlando della carenza di scambi di idee su questi argomenti nel quotidiano, in famiglia, tra gli amici o con i colleghi. Purtroppo, a causa di un certo modo di fare politica degli ultimi anni, si è creato un senso di sfiducia e disinteresse da parte delle persone verso queste questioni. Le decisioni che vengono prese, i fatti che accadono, però,  seppure percepiti come un qualcosa di distante, hanno effetti sulle nostre vite. La politica è diventata una cosa che viene vissuta passivamente dai cittadini. Va bene che il sistema democratico prevede che vengano eletti dei rappresentanti ma questo non ci deve esimere dal partecipare alla vita pubblica. Ritengo sia importante tornare ad avere un ruolo attivo e a “fare politica” nella vita di tutti i giorni. Non la “politica” fatta dai partiti, ma una politica fatta di approfondimento, informazione e confronto con gli altri. Un confronto che non sia superficiale e non si fermi agli slogan, ma che scenda nel merito degli argomenti e sempre nel rispetto dell’opinione diversa. In questo modo riusciremo a essere più consapevoli di quello che succede intorno a noi e a sentire la vita pubblica nostra e non come qualcosa di altro da noi.

Conclusioni

I 2 punti che ho individuato, l’inadeguatezza del sistema di voto, partendo dall’astensionismo, e la mancanza di discussione dei temi dell’attualità, ritengo siano gli elementi chiave dai quali partire per realizzare una democrazia vera che non sia soltanto una parola vuota, priva di sostanza. Ovviamente per far si che ciò accada dovremo avere un ruolo attivo nel quotidiano e metterci la faccia.

E voi cosa ne pensate? Non vedo l’ora di leggere le vostre opinioni nei commenti.