Qualche tempo fa un mio Collega ha condiviso con me un articolo riguardo Tradlens la piattaforma blockchain per i container sviluppata dalla compagnia di navigazione danese Maersk e dall’azienda di servizi informatici IBM in collaborazione con oltre venti attori tra Autorità portuali, Terminal, Autorità doganali e provider logistici. L’obiettivo delle due aziende è quello di proporre sul mercato uno strumento in grado di agevolare gli scambi commerciali lungo le rotte marittime riducendo le comunicazioni tra gli attori coinvolti e facilitando l’accesso alle informazioni grazie alla tecnologia blockchain.

Abbiamo cominciato a sentire parlare di questa nuova tecnologia con l’avvento delle cripto valute come il Bitcoin, associandolo quindi al solo ambito finanziario. In realtà questa può trovare applicazione in diversi settori come la moda, il food e, appunto la logistica. Ma cose la blockchain? La blockchain è un protocollo di comunicazione basato su un database distribuito costituito dai computer, detti nodi, che accedono alla piattaforma attraverso le opportune autorizzazioni. Sostanzialmente la blockchain funziona come un registro virtuale nel quale gli utenti caricano le informazioni che vogliono registrare.  I dati caricati costituiscono un blocco al quale possono accedere solo i soggetti accreditati. Il blocco viene poi validato attraverso delle tecniche di validazione crittografica dagli altri nodi della rete che per questa attività percepiscono una fee.

La caratteristiche principali di questa tecnologia sono la sicurezza delle informazioni inserite e la neutralità. La sicurezza della blockchain risiede nella sua struttura di database distribuito e nelle tecniche di validazione crittografica. Avere un database distribuito significa che i dati sono salvati su più server anziché su di un solo  rendendo le informazioni difficilmente attaccabili. La crittografia consente di proteggere i blocchi da manomissioni. La neutralità della blockchain risiede nella suo stesso sistema di funzionamento. I nodi della rete competono l’un con l’altro per la validazione del blocco e aggiudicarsi il relativo compenso generando fiducia negli utenti che decidono di utilizzare questa tecnologia.

Torniamo ora a parlare di logistica e vediamo quali potrebbero essere i vantaggi e le possibili applicazioni derivanti dall’utilizzo di questa tecnologia. E’ stato stimato che in media per ogni spedizione vengono emessi circa 20 documenti diversi tra documenti commerciali, doganali e di trasporto  e che nel 70% dei casi questi vengono più volte duplicati. L’utilizzo della tecnologia blockchain potrebbe consentire risparmi per milioni di dollari in carta stampata e in tempo risparmiato nelle comunicazioni e nella trasmissione dei documenti tra i diversi attori coinvolti in una spedizione. E in questo senso sono state sviluppate le diverse applicazioni software. Ad esempio Tradelens prevede una single window dove potere visualizzare e vidimare i documenti di una spedizione. Questa è come se fosse una unica stanza virtuale all’interno della quale tutti gli attori autorizzati possono lavorare e consultare in real time la documentazione di viaggio.

Un’altra applicazione interessante della tecnologia blockchain è quella realizzata dall’operatore logistico Kuehne Nagel che ha deciso di utilizzarla nell’ambito della certificazione VGM. Da Settembre 2018 tutti i dati che vengono caricati sul VGM portal di K+N sono archiviati in un contesto blockchain che garantisce l’immutabilità, la tracciabilità e la riservatezza dei dei dati inseriti.

Ritengo che l’applicazione della tecnologia blockchain porterà dei benifici a tutto il sistema logistico intervenendo sui quei colli di bottiglia che oggi rallentano la supply chain. Spesso infatti per problemi relativi alla documentazione le spedizioni restano in giacenza presso i terminal generando ritardi e maggiori costi lungo la catena. La tecnologia avrà successo però solo se ne sarà fatto un utilizzo diffuso e condiviso. Il successo per esempio di una applicazione come Instagram dipende dal suo diffuso utilizzo. Se il software non sarà utilizzato finirà per l’essere messo da parte ma non penso sarà questo il caso.

E la tua azienda o quella per la quale lavori come si posiziona nell’utilizzo della blockchain?